DAVID RIONDINO proposta spettacoli

Lo stallo

Testo di Sandro Luporini
con David Riondino
accompagnato da Chiara Riondino, Khorakhanè, Luca Ravagni
regia David Riondino

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LO STALLO

testo SANDRO LUPORINI con DAVID RIONDINO

LO STALLO

testo SANDRO LUPORINI con DAVID RIONDINO

LO STALLO

testo SANDRO LUPORINI con DAVID RIONDINO

LO STALLO

testo SANDRO LUPORINI con DAVID RIONDINO

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Lo Stallo, il nuovo spettacolo teatrale di Sandro Luporini, pittore e scrittore viareggino che è stato per oltre trent’anni coautore di Giorgio Gaber e che con lui ha inventato il Teatro Canzone.
Lo spettacolo, un’alternanza di canzoni e monologhi nella tradizione del Teatro Canzone, é interpretato da David Riondino, che firma anche la regia, e dalla sorella, Chiara Riondino, cantante dalla voce profonda, potente e straordinariamente espressiva. Con loro sul palco, il gruppo musicale dei Khorakhanè e il polistrumentista Luca Ravagni, già musicista per Giorgio Gaber.
Lo Stallo, il cui titolo allude a quella particolare conclusione del gioco degli scacchi in cui «la partita non ha vincitori né vinti, è immobile, eternamente sospesa», è il racconto di un uomo che si sente incapace di un gesto qualsiasi che possa ridare un senso al mondo e alla vita.
David e Chiara Riondino, tra serie riflessioni e momenti comici, ci accompagnano in un viaggio nel nostro presente, nelle nostre nevrosi, negli aspetti più intimi della vita. La difficoltà di amare, la questione femminile, la mancanza di slanci vitali, la sessualità, la solitudine, la vecchiaia, il dilagare assurdo e irrazionale della violenza, la morte – sono tutti temi che Luporini, con il suo testo, ci costringe ad affrontare, con analisi spietate e l’intelligente leggerezza dell’ironia.
E così, se all’inizio dello spettacolo ci si chiede se «il buio che vedo e che forse c’è / non è nel mio tempo ma è dentro di me», alla fine si ammette che, seppure messi costantemente alla prova dalla complessità dell’esistenza, c’è ancora qualcosa che possiamo fare, qualcosa che dipende soltanto da noi.
È per dirci questo che, dopo quattordici anni di silenzio, Sandro Luporini, all’età di 87 anni, è tornato a scrivere per il teatro. Per raccontarci, con l’autoironia e la profondità che per oltre trent’anni hanno emozionato il pubblico italiano, di sé e di noi.

Produzione  DeepSide Music e MPL Communication.

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Triglie, principesse, tronisti  e alpini

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(Cronache cantate dell’Italia più o meno contemporanea)

 di e con David Riondino

“Uno dei problemi più complessi della fine del novecento e dell’inizio del millennio è il titolo da dare agli incontri col pubblico di autori che tendono a saltare di palo in frasca. “ Che già sarebbe un buon titolo. Più semplice dire che apro il sipario, espongo il banchetto e metto in mostra la mia merce: racconti in versi, canzoni più o meno lunghe e più o meno serie, più o meno autentiche e più o meno parodistiche.

Un diario in musica, che fotografa questi primi anni del millennio, nei suoi passaggi più evidenti: diciamo dal Pianto della Fornero (come non farci su un poemetto?) alla enigmatica ascesa di Renzi (che scopriamo essere un Acrostico, ossia un cognome di cinque lettere ognuna delle quali è l’iniziale di una parole, ed ecco spiegato il mistero e chi più ne sa più ne metta). Questi anni di crisi, insomma, raccontati a partire dalle canzoni e dalle storie che ho scritto in occasioni molto diverse, per radio, teatro, giornali più o meno satirici, televisione.

Troverete e ritroverò anche io, sempre meravigliandomene, le canzoni che ci mandava il Dottor Djembé da Bora Bora alla radioRai: la strana Hit Parade con le canzoni crudeli di Pino Paoli, di Francesco Puccini con la P, attenzione!), gli inni delle categorie merceologiche delle Pagine Gialle, le canzoni selle piccole emozioni quotidiane dei Lottatori di Sumo, dei Voltapagine di Pollini, dei Vescovi a Conclave per dirne solo alcune. Troverete diverse canzoni sugli animali: Le triglie, i Paguri, i pesci Cha cha cha. Ma anche la Sula e l’Albatros. Mi è poi capitato, fortunatamente e fortunosamente, di mettere in canzone anche diverse novelle di Boccaccio, per una serie di Radio3: e un paio sarà opportuno ascoltarle, per valutare quanto gli antichi fossero contemporanei, come lo è Madonna Filippa in una canzone tratta da un racconto esemplare. E faranno da filo conduttore, come accennavo all’inizio, i poemetti storici, dalla Fornero a Renzi passando per Grillo e Bersani. Più che politica, epica: la cronaca politica mi interessa solo per quanto ne risulta di cantabile, per quanto se ne possa trasformare in poesia, più o meno grottesca.

Sarà l’occasione di mettere in fila questi interventi sparsi, che sono a modo loro una cronaca degli ultimi anni, ma soprattutto sono esercizi sulla canzone, e sui molti modo di comporla. Rimango solidamente cantautore, per quanto discograficamente indisciplinato. Trattasi insomma di cantautore eclettico, che racconta i suoi tempi giocando con le forme della canzone, Corta, lunga, sibilata, didattica, epico-narrativa, intra-psichica, animalista, centrifuga, centripeta, e ancor di più.

Naturalmente sotto lo sguardo severo di un coro di alpini, invisibile ma vero, che esegue con me due commoventi canzoni d’alta quota. Con la “Q”.

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Bocca Baciata non perde ventura

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La Principessa Alatiel e altre storie d’amore di Giovanni Boccaccio.

Con David Riondino.

Musiche dal vivo di Mirio Cosottini

Nel novembre e dicembre 2013 Rairadio3 ha prodotto una serie di trasmissioni sul Decamerone di Boccaccio, di cui, come si suol dire, correva il settecentesimo anniversario della nascita a Certaldo.

Mi fu proposto in quella occasione di comporre una canzone per ognuna delle giornate che venivano raccontate. Fu l’occasione fortunatissima, per me, di ripercorrere il capolavoro di Boccaccio, che mantiene intatta la capacità di intrattenere e divertire, nel senso più completo del termine.

Per me fu anche l’occasione di ingegnarmi a portare in canzone varie novelle: Madonna Filippa, che dopo aver dato al marito quel che il marito chiede domanda al giudice che l’accusa di avere un amante, “se ho sempre dato quel che gli bisognava, che devo fare di quel che mi avanza? Dovrò gettarlo ai cani? O sarà meglio darlo a un gentiluomo molto innamorato…”eccetera, fino ad essere assolta e portata in trionfo dai Pratesi. E Tancredi e Guismonda, lui padre innamorato della figlia che ne uccide l’amante e mette il cuore in una coppa d’oro; una torbida e drammatica vicenda tra il mare e le rose di Salerno.

E Annechino, che per amore della sua bella diventa il migliore amico del marito, che finirà letteralmente becco e bastonato; e ancora la Monaca di un convento lombardo, trovata con l’amante e redarguita dalla badessa anch’essa pochissimo casta. Per non dire poi del Falcone di Federigo degli Alberighi, che racconta la nota storia dal suo tragico punto di vista.

Le novelle, oltre a essere sinteticamente esposte, sono tutte rielaborate in forma di ballata, rispettando suoni e lessico del meraviglioso fraseggio di Boccaccio, scommettendo sulla cantabilità dei racconti; scommessa che modestissimamente, lo dico da cantautore, mi pare di aver vinto o perlomeno pareggiato. E le ballate con le loro cornici sono inserite in una storia bellissima, anch’essa trascritta in musica: la storia di Alatiel, figlia del Sultano di Babilonia, che naufragò in terra cristiana ed era la donna più bella del mondo. Le avventure e le sventure della bella saracina, che non a caso nell’intenzione del Boccaccio è una novella che raccoglie altre novelle, fanno da filo conduttore alle digressioni che aprono alle altre novelle/ballate.

Con Alatiel inizia e si conclude il viaggio nel Decamerone, fino ad arrivare al noto proverbio che sigla la vicenda della bella protagonista: “bocca baciata non perde ventura/anzi rinnova come fa la luna”.

Sentenza incontestabile, che sembra fatta apposta per essere cantata; e infatti il Falstaff di Verdi la canterà nel Ballo in Maschera. Ma questa è un’altra storia.

Buon divertimento.

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DAVID RIONDINO e FLAVIO OREGLIO
in Cabaret Concerto

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Musica e parole.

Un binomio semplice ma dalle potenzialità infinite.

Musica e parole per raccontare … musica e parole per sorridere… musica e parole al servizio di due voci narranti frutto di stili completamente diversi ma perfettamente assonanti.

Flavio Oreglio e David Rondino realizzano un “incontro a due col libero pensiero” e utilizzando i linguaggi della canzone d’autore, della poesia e del monologo.

Si parla di storia e di memoria, delle relazioni con gli altri e di politica, di piccoli e normali fatti quotidiani e dei grandi temi della cultura e della tradizione. Lo spettacolo è il frutto dei discorsi incrociati di due artigiani del linguaggio, che manipolando abilmente l’elemento duttile della parola – profondo e leggero al tempo stesso – lo modellano di volta in volta nelle forme del monologo e della canzone, mostrando sempre tra le righe un gioco fatto di pensieri obliqui, nascosti, e continuamente in equilibrio tra la rabbia e il sorriso.

Un vero concerto che sposa il teatro di parola, un incontro per sorridere pensando.

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